Il papa sindacalista

Lo scorso 28 giugno Papa Bergoglio ha accolto i delegati del sindacato cattolico Cisl con un discorso particolarmente duro che messo in luce le pecche di una classe dirigente sempre più distante dal Paese reale. Da troppo tempo. Ho scelto questa notizia per inaugurare un nuovo progetto, Spirito libero, un angolo di approfondimento per quella che giudicherò la notizia principale della settimana e che, magari, non avrà avuto particolarmente rilievo sulle testate main stream.
Mi fa piacere condividere questa prima puntata, ancora con molte pecche, con voi e sarò grato per qualsiasi commento abbiate voglia di inviarmi.

In sostanza il pontefice accusa i sindacalisti di continuare a tutelare chi un lavoro ce l’ha e di non essersi accorto che le emergenze e le maggiori ingiustizie sono altrove. Li accusa anche di aver pensato più a se stessi che alla propria missione citando, non a caso, le “pensioni d’oro, altrettanto scandalose quanto quelle troppo povere“.
Per commentare una presa di posizione così netta ho voluto interpellare Mario Agostinelli, un ex militante del Movimento studentesco e del PCI, per molti anni delegato della CGIL in Lombardia ed eletto qualche anno fa nel consiglio regionale lombardo come indipendente nelle liste di Rifondazione comunista. Insomma, quello che una volta avremmo definito un compagno.

La versione originale la trovate a questo indirizzo: https://provetecnicheditrasmissione.it/spirito-libero-puntata-papa-sindacalista/

Riforma costituzionale ed età della pietra

Cari amici del sì,
il 18 agosto scorso ho avuto uno scambio d’opinioni con Franco Abruzzo, ex presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, per spiegare cosa non mi convincesse della riforma costituzionale che dovremo votare il 4 dicembre. Mi sono limitato alla questione del gasdotto TAP al quale si è interessato anche Report nella puntata del 21 novembre scorso.
Ho deciso di rendere pubblico lo scambio di email con Abruzzo e di integrarlo con la puntata del programma di Milena Gabanelli (chi ha fretta può iniziare direttamente dal minuto 35 e 30 secondi) della quale condivido le conclusioni: “Tutto quello che deve fare il Consiglio di Europa è pretendere dai paesi membri l’applicazione dei criteri minimi sui diritti umani. Sull’Azerbaigian… il Consiglio d’Europa non ha alzato un dito, come non lo ha alzato sulla Turchia, dove il presidente Erdogan, che può permettersi di ricattare l’Europa sui profughi siriani, nonostante gli aiuti ricevuti, dichiara “ho rifondato la democrazia”. Ora, l’organismo nato per presidiare e difendere i valori e i principi per i quali abbiamo versato lacrime e sangue, di fatto sta avallando, il loro di modello, anche con la nostra complicità, quella dei paesi fondatori perché abbiamo smesso di scegliere, di decidere, di sorvegliare. Se tutto questo non ci piace però, possiamo riprenderci la nostra sovranità. Basta volerlo”.

La puntata di Report: Report Caviar democracy

La mia mail del 18 agosto 2016

Caro Franco, 
ti confesso che ero molto incerto circa il voto al prossimo referendum. Snellire le procedure, eliminare un po’ di burocrazia, abbassare il numero dei parlamentari sono da sempre obiettivi che condivido, ma qualcosa non mi ha mai convinto in questa proposta. Mi ripromettevo di approfondire al rientro dalle vacanze, poi ho letto questo post pubblicato sul tuo sito e credo di non averne più bisogno: “Oggi la Regione Puglia blocca assurdamente la costruzione del gasdotto Tap. La contesa? Lo spostamento di 123 ulivi. Il progetto Tap è di interesse italiano e comunitario: dal 2020 porterà 10 mld di metri cubi di gas dal cuore dall’Asia. Con la riforma, l’economia guadagnerà finalmente velocità”.
Ora, credo che una corretta informazione debba far notare ai cittadini che non sarà l’economia a guadagnarci, ma un esiguo gruppo di soliti noti, che il gas, con carbone e petrolio, è il maggiore responsabile dei cambiamenti climatici che già ci stanno costando enormemente in termini economici, ambientali e di vite umane. Una corretta informazione dovrebbe far notare al professor Carlo Fusaro che gas e gasdotti rappresentano il passato, non un passo avanti, che l’economia del futuro passa obbligatoriamente attraverso altre scelte e se vogliamo giocare un ruolo da protagonisti non possiamo permetterci di restare “schiavi” di Paesi ricchi di materie prime di cui non abbiamo bisogno. Un amico mi faceva notare che l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre… L’era del petrolio e del gas sta volgendo al termine perché esistono tecnologie più efficienti, moderne, democratiche e meno inquinanti. In conclusione non sono disposto a spostare neppure un ulivo per agevolare gli interessi di chi vorrebbe farci restare in un “medioevo energetico” e questa potrebbe già essere una ragione sufficiente per votare NO a una proposta sbandierata in difesa degli interessi popolari, che, appena approfondisci, scopri tutela le solite caste.

P.S. Un’ultima cosa: il passaggio sui Tap è una tua considerazione personale o del professor Fusaro?

Le risposte di Franco Abruzzo

È mia, ma si lega alla nuova norma sulla supremazia statale cancellata dalla riforma del 2001.
Caro Andrea, il mondo camminerà con il gas almeno per i prossimi 50 anni e, poi, la riforma perfetta non esiste.
Teniamoci gli ulivi e mandiamo l’Italia allo sbaraglio politico ed economico. Ciao

L’Ultimo capitano

La lettera di commiato del capitano Ultimo (quello che arrestò Riina) ai suoi uomini del NOE. Il capitano è stato esautorato e da metà agosto non ha più incarichi operativi. Chissà a chi avrà pestato i piedi? Un’idea potete farvela leggendo qui:
http://www.ilfattoquotidiano.it/…/noe-esautorato-d…/1972454/
Questa la sua lettera “Ho il dovere di ringraziarvi per come avete lottato contro una criminalità complessa, contro le lobby e i poteri forti che la sostengono, senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo di fronte a loro e senza mai nulla chiedere per voi stessi.
Da Ultimo, vi saluto nella certezza che senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo e senza mai chiedere nulla per voi stessi, continuerete la lotta contro quella stessa criminalità, le lobby e i poteri forti che le sostengono e contro quei servi sciocchi che, abusando delle attribuzioni che gli sono state conferite, prevaricano e calpestano le persone che avrebbero il dovere di aiutare e sostenere.
Onore a tutti i Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente”

Stampa 3D, dalla fantascienza alla realtà

Al 4° Festival dell’informazione Indipendente, che si è svolto il 22 e 23 giugno ad Arco in provincia di Trento, ho notato uno stand con una stampantina 3D. Non ho saputo resistere. In questo breve filmato di fortuna, realizzato con il mio iphone, Daniele spiega come funziona, quanto costa e cosa riesce a fare.

Continuiamo così, facciamoci del male

Un bel segnale e uno bruttissimo
La notizia pessima è che il referendum di Taranto ha portato alle urne meno del 20% dei cittadini. Quella buona è la candidatura proposta dal M5S di Milena Gabanelli al Quirinale. Strana, se volete, per un movimento che non fa mistero di avere in antipatia i giornalisti. Non credo venga eletta e, nell’eventualità, non so se la giornalista di Report accetterebbe l’incarico. In qualsiasi caso, mi auguro che da oggi sia più difficile intentare cause “temerarie” come quella di Eni.
Sui due referendum che chiedevano ai cittadini di Taranto di esprimersi sulla chiusura totale o parziale dell’Ilva gli interrogativi sono molti. Per prima cosa, però, occorrerebbe capire se l’atensione sia motivata dalla sfiducia sul reale valore del voto o dall’impossibilità di scegliere tra morire di fame o morire di cancro.