Corrispondenza dal Forum Sociale di Montreal

Nella quasi totale indifferenza dei media italiani si è concluso a Ferragosto il primo Forum Sociale Mondiale ospitato da un paese del Nord del Mondo. L’appuntamento di Montreal ha segnato un punto di svolta significativo anche per le tematiche energetiche lanciando un nuovo grido di battaglia: È ora di essere audaci. È ora di fare un balzo!
Questi i temi principali trattati dai delegati riunuti in Canada:
• Alternative economiche, sociali e di solidarietà per affrontare la crisi del capitalismo
• Democratizzazione della conoscenza e diritti della comunicazione
• Cultura della pace e lotta per la giustizia e la smilitarizzazione
• Decolonizzazione e autodeterminazione
• Difendere i diritti della natura e della giustizia ambientale
• Lotte globali e solidarietà internazionale
• Diritti umani e sociali, la dignità e la lotta contro la disuguaglianza
• Lotte contro il razzismo, la xenofobia, il patriarcato e il fondamentalismo
• Lotta contro la dittatura della finanza e la condivisione delle risorse
• Migrazione e cittadinanza senza frontiere
• Democrazia, movimenti sociali e cittadini
• Mondo del lavoro contro il neoliberismo
• Espressioni culturali, artistiche e filosofiche per un altro mondo possibile

Soprattutto dai rappresentanti canadesi sono arrivate proposte condivisibili e facilmente adattabili a qualsiasi contesto: “Non ci sono più scuse per costruire nuove infrastrutture che ci obbligano ad aumentare l’estrazione di gas e petrolio nei decenni a venire. La nuova ferrea legge di sviluppo dell’energia deve essere: se non lo vorresti nel tuo cortile, allora non dev’essere nel cortile di nessuno. Questo vale anche per gli oleodotti e i gasdotti.
È giunto il tempo della democrazia energetica: crediamo non solo nel cambiamento delle nostre fonti di energia, ma anche, ovunque sia possibile, che le comunità controllino collettivamente questi nuovi sistemi energetici”.

Mario Agostinelli, presidente Energia Felice, chimico-fisico, ricercatore dell'ENEA e opinionista per Il Fatto Quotidiano

Mario Agostinelli, presidente Energia Felice, chimico-fisico, ricercatore dell’ENEA e opinionista per Il Fatto Quotidiano

In considerazione della scarsa visibilità concessa dai mezzi di comunicazione italiani, più interessati alle sconcertanti polemiche sul burkini, ripropongo qui le preziose corrispondenze di Mario Agostinelli, presidente di Energia Felice, che ha seguito tutti i lavori del Forum.

Passaggio di testimone
Ecologia sociale e lotta alla povertà
Con Naomi Klein contro lo shale gas
È ora di essere audaci. È ora di fare un balzo!

Referendum, dichiarazione a caldo di Mario Agostinelli

“Vince il calcolato cinismo dei non votanti. Nessun rispetto per loro, perché non è stata l’incertezza sul sì o sul no la loro consigliera, bensì la convinzione di non poter essere maggioranza in una partita senza trucco, in una alzata di mano in cui non ci si può nascondere. Consegnarsi a Renzi e ai suoi potenti reggitori rinunciando al potere del voto, appare un rischio sempre più gravido di conseguenze per il futuro e una rotta di collo che preclude la risorsa della partecipazione e prepara una alternativa autoritaria.
Un episodio sventurato, offerto come uno scalpo dal capo del Governo ai “lavoratori e agli ingegneri delle piattaforme”, negli stessi giorni in cui almeno 50.000 addetti alla distribuzione del gas delle ex-municipalizzate in via di privatizzazione perdono diritti e pensioni nel silenzio della politica e nella noncuranza delle istituzioni. Usare il lavoro contro l’ambiente fa bene solo a chi sfrutta l’uno e l’altro”.

Appello di Energia Felice al governo Letta

Mario Agostinelli e il movimento Energia Felice stanno raccogliendo le firme per presentare una petizione al governo in merito alla SEN (Strategia Energetica Nazionale). Mi sembra ben strutturata e l’ho firmata. I punti principali sono: “Chiediamo quindi che il Governo Letta non dia corso a questa SEN e che invece vari una strategia energetica di transizione, che in sintonia con le scelte europee, sostenga:
• alt al carbone e alle trivellazioni per il petrolio,
• no alla proliferazione di rigassificatori e depositi del gas,
• un piano per la ricerca, a partire da quella pubblica, nei settori energetici più avanzati,
• un piano industriale realistico per l’attuazione dei tre 20% e degli obiettivi della road map UE al 2030 in raccordo con i Piani energetici di cui, almeno alcune Regioni si sono già da tempo dotate e con una capacità di coordinamento dei PAES comunali”.
Sarebbe importante avere anche il vostro consenso

qui trovate il testo completo

questo, invece, è l’elenco dei primi firmatari