Appello di Energia Felice al governo Letta

Mario Agostinelli e il movimento Energia Felice stanno raccogliendo le firme per presentare una petizione al governo in merito alla SEN (Strategia Energetica Nazionale). Mi sembra ben strutturata e l’ho firmata. I punti principali sono: “Chiediamo quindi che il Governo Letta non dia corso a questa SEN e che invece vari una strategia energetica di transizione, che in sintonia con le scelte europee, sostenga:
• alt al carbone e alle trivellazioni per il petrolio,
• no alla proliferazione di rigassificatori e depositi del gas,
• un piano per la ricerca, a partire da quella pubblica, nei settori energetici più avanzati,
• un piano industriale realistico per l’attuazione dei tre 20% e degli obiettivi della road map UE al 2030 in raccordo con i Piani energetici di cui, almeno alcune Regioni si sono già da tempo dotate e con una capacità di coordinamento dei PAES comunali”.
Sarebbe importante avere anche il vostro consenso

qui trovate il testo completo

questo, invece, è l’elenco dei primi firmatari

Prostituzione intellettuale

L’articolo pubblicato sul Corriere della sera di oggi, 5 giugno, giornata mondiale dell’Ambiente è inqualificabile. Chi l’avesse perso può trovarlo qui (http://www.corriere.it/ambiente/speciali/2013/giornata-mondiale-ambiente/notizie/clima-cambia-soluzioni_d9c84fce-cdb5-11e2-b79c-27069f42756a.shtml). Ho replicato sul sito, ma i commenti vengono filtrati e il mio non credo verrà pubblicato.

Il testo è questo:

Mi deve perdonare se non rispondo direttamente a lei (Danilo Taino, autore dell’articolo), ma scrivo al direttore (ancora per quanto?) del Corriere. In realtà aspiro al suo posto (quello di Taino, non di De Bortoli) perché trovo sconcertante che il collega di uno dei principali quotidiani italiani scopiazzi acriticamente le tesi di un brillante sostenitore del nucleare, cercando di dimostrare l’indimostrabile. Stiamo parlando di energia, non di calcio, dove si può tollerare che l’amore per una squadra si trasformi in tifo. Mourinho, comunque, avrebbe parlato di prostituzione intellettuale.
Egregio direttore,
ancora una volta il Corriere cerca di screditare le energie rinnovabili e finge di non accorgersi della rivoluzione in atto. Questo articolo è giornalisticamente inqualificabile. Da povero collega disoccupato trovo vergognoso che un suo inviato possa scopiazzare le tesi di un ambientalista pentito, senza neppure citare chi la pensa diversamente. Potrei contestare quasi tutte le tesi contenute nel pamphlet di Chicco Testa, mi limiterò a segnalare un paio di link. Le invierò una copia di una breve inchiesta, pubblicata a mie spese, per raccontare chi vuole fermare la corsa alle rinnovabili in Italia. Si intitola ENEL BLACK POWER, Chi tocca muore!
Augurandomi una risposta, sono a disposizione qualora ritenesse di aver bisogno di un giornalista.
Andrea Fontana
giornalista indipendente

https://www.facebook.com/pages/Solar-Impulse/367672529918075 troverà un post intitolato Chi ha ucciso le rinnovabili? Un giallo senza assassino.

Chicco Testa risponde alla Rete dei giornalisti e blogger per l’ambiente videointervista realizzata dalla rete dei giornalisti per l’ambiente a Chicco Testa (diamo la parola anche a chi la pensa diversamente)

http://qualenergia.it/articoli/20130325-attacco-al-fotovoltaico-simoni-assosolare-risponde-a-chicco-testa

ENEL BLACK POWER – L’Italia e le energie rinnovabili

Acqua ed energia saranno le risorse strategiche del futuro. Chi avrà il controllo delle risorse idriche e di quelle energetiche si assicurerà un immenso potere. Senz’acqua non c’è vita, senza energia è impossibile vivere e nel futuro ne servirà sempre di più.

Tutti i governi lo sanno, così come sanno che non possono dipendere ancora a lungo dalle risorse di origine fossile, vuoi perché si stanno esaurendo, vuoi per non consegnarsi mani e piedi a pochi paesi produttori. I più illuminati si preoccupano anche per l’impatto ambientale collegato all’estrazione e al consumo di carbone e petrolio.
Ne sono consapevoli perfino gli Sceicchi. Investono miliardi di dollari nel fotovoltaico, avendo previsto che dal 2050 il loro petrolio coprirà quasi esclusivamente il fabbisogno interno.

Il problema energetico è cruciale. Le ultime catastrofi hanno costretto a fare i conti con i costi reali del nucleare. In quasi tutto il Mondo le reti idriche e quelle in alta tensione per l’energia elettrica fanno acqua da tutte le parti. In Italia se ne perde per strada oltre il 40%.

Tra tutte le risorse rinnovabili, il sole rappresenta quella più affidabile e inesauribile. L’Italia, soprattutto quella meridionale potrebbe trarne un grande vantaggio. Qualcuno ha calcolato che basterebbe coprire con pannelli fotovoltaici 45 km quadrati del territorio per assicurare tutta l’energia necessaria al Paese e poterla, perfino, esportare. Il problema, dicono, è che i consumi energetici non rispettano le fasce orarie solari. Almeno metà dell’energia elettrica viene consumata quando il sole non c’è più e, quindi, i pannelli non producono.
Una rete elettrica efficiente potrebbe risolvere il problema.
La nostra è vetusta, lontana anni luce dall’essere efficiente, soprattutto al Sud dove sarebbe possibile produrre a costi più competitivi. Realizzare un impianto fotovoltaico in Piemonte o in Sicilia, infatti, costa la stessa cifra, ma quello siculo produce una volta e mezzo. Semplicemente perché può contare su un irraggiamento migliore. Una bella fortuna. Fosse capitata ai tedeschi, staremmo già tutti viaggiando su auto elettriche.

In un paese normale si programmerebbero investimenti per adeguare la rete elettrica alle esigenze attuali e a quelle del prossimo futuro, si investirebbe nella ricerca sugli accumulatori e sulle “reti intelligenti”.
In Italia si preferisce boicottare le rinnovabili e puntare sul …carbone.
Alla faccia del progresso!

ENEL BLACK POWER, chi tocca muore!

Sto realizzando un’inchiesta per scoprire chi in Italia vuole fermare la corsa alle energie rinnovabili. Cercherò di capire chi ha “dettato” gli articoli chiave del Quinto Conto Energia e i motivi di una scelta in netto contrasto con la volontà popolare. Il referendum del 2011, che dovrebbe aver scongiurato la corsa nucleare (il condizionale è d’obbligo, ricordate il finanziamento pubblico ai partiti), è stato soprattutto un chiaro segnale di scelta in favore delle energie pulite e rinnovabili.
Ai poteri forti, però, non interessano le nostre opinioni. Tentano di farci credere che il costo di un piano energetico ecosostenibile sarebbe troppo alto per le tasche dei cittadini e, contemporaneamente, indossano la maschera dei paladini della green energy. Un gioco di ruoli nel quale le stesse persone scrivono le regole che vogliono applicare. Sempre in difesa di monopoli e posizioni dominanti difficili da scalfire, con buona pace del libero mercato e della concorrenza.
Basta analizzare alcuni dati oggettivi per scoprire che Enel Green Power rappresenta soltanto la faccia pulita di un’azienda che vuole fare utili giocando sporco sfruttando il caro vecchio carbone. Se dovessimo chiamare le cose come stanno, la denominazione corretta sarebbe ENEL BLACK POWER, chi tocca muore! Un avvertimento ancora in bella evidenza su molti tralicci dell’alta tensione.

Andrea Fontana

Il libro è quasi terminato (stanno correggendo le bozze), come potete immaginare non sarà semplice divulgare questo testo, ma sono convinto che il tema sia di interesse generale e sarei orgoglioso di poter contare sul sostegno degli operatori del settore rinnovabili. Per questo vi chiedo di aiutarmi a diffonderlo, acquistandone alcune copie da regalare a clienti, potenziali clienti e a chiunque riteniate possa essere interessato.

Formato: 12,5×19 cm
Interni: carta usomano 90 gr stampa 1 colore
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Anche Obama non rispetta i patti

Aveva promesso che entro l’estate la Casa Bianca sarebbe stata dotata di un impianto fotovoltaico e solare termico! L’estate è iniziata, ma non c’è traccia di pannelli nella dimora più famosa di Washington.

Neppure Barack Obama riesce a mantenere le promesse, neppure quelle con un alto valore simbolico. L’aspetto più sconcertante, tuttavia, è nella giustificazione ufficiale riportata nel blog del dipartimento dell’energia. La colpa dell’allungamento dei tempi sarebbe nell’eccessiva burocrazia: “I tempi non riusciranno ad essere rispettati per colpa delle procedure burocratiche”, si legge. Ridono,  per non piangere, gli ambientalisti d’oltreoceano, delusi dalle tante promesse non mantenute dal Presidente sul tema dell’ambiente.