La comunicazione ambientale deve diventare sexy

Intervista al professor Paolo Pileri del Politecnico di Milano, editorialista per Altreconomia, Avvenire e Stampa.
“Bisogna uscire da un dialogo tra addetti ai lavori e abbandonare i toni catastrofisti. Con ambiente e sostenibilità si lavora, si fa società, si cresce, si mitigano le disuguaglianze e si migliora”.

cosa c'è sottoL’autore del libro Che cosa c’è sotto sostiene che la narrazione ambientale debba cambiare passo, acquistare ritmo e lanciare proposte. Un compito non facile anche alla luce del modesto interesse suscitato dall’enciclica di papa Francesco, Laudato sì che non è stata discussa neppure nelle scuole cattoliche. A guidarci devono essere la cultura e “l’onestà del dubbio”.

Buona visione

Borgo Futuro

Sabato 6 e domenica 7 luglio sono stato a Ripe San Ginesio, un piccolo borgo in provincia di Macerata. Vi propongo una breve Intervista al sindaco di Ripe San Ginesio, Paolo Teodori. Il primo cittadino del comune più virtuoso d’italia, con il 50% dell’energia elettrica garantito da un impianto fotovoltaico, oltre l’80% di raccolta differenziata , luci a Led anche al cimitero, riqualificazione energetica per palasport, asilo e scuole, ci spiega che in fondo basta poco per migliorare stile di vita e conti pubblici.

Stampa 3D, dalla fantascienza alla realtà

Al 4° Festival dell’informazione Indipendente, che si è svolto il 22 e 23 giugno ad Arco in provincia di Trento, ho notato uno stand con una stampantina 3D. Non ho saputo resistere. In questo breve filmato di fortuna, realizzato con il mio iphone, Daniele spiega come funziona, quanto costa e cosa riesce a fare.

L’Italia che cambia

Al 4° Festival dell’informazione Indipendente, che si è svolto il 22 e 23 giugno ad Arco in provincia di Trento, ho conosciuto Daniel Tarozzi, giornalista e direttore responsabile del giornale online ilcambiamentento.it. Daniel ha appena terminato di scrivere un libro per raccontare il viaggio durato 7 mesi e 7 giorni per tutta Italaia alla ricerca di chi non si accontenta di parlare di cambiare stile di vita, mentalità e punti di riferimento, ma sta concretamente sviluppando modelli virtuosi sostenibili. In attesa di leggere il suo racconto (dovrebbe essere pubblicato a settembre), mi sono fatto raccontare alcune impressioni.

La farfalla avvelenata

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Andrea Tomasi e Jacopo Valenti sono due giornalisti trentini. La farfalla il simbolo della promozione turistica della provincia autonoma, un esempio per qualità della vita e buona amministrazione nell’immaginario collettivo. Scoprire che non tutto funziona come dovrebbe e che, invece di esportare un modello virtuoso, anche in provincia di Trento si importano pratiche illecite tristemente alla ribalta della cronaca in altre regioni è una brutta notizia. Fumi, diossina, scorie, aria e terreni inquinati esistono anche in Trentino, dove si parla di ambiente salubre e difesa del territorio. Dal sogno si passa all’incubo, l’incubo dell’inquinamento, della contaminazione da scorie tossiche. La mobilitazione della società civile e l’impegno di questi due colleghi, però, rappresentano un segnale positivo e il metodo più efficace per impedire che un sistema corrotto diventi regola, per restituire a questa magnifica terra argomenti e giustificazioni per un’autonomia invidiata e spesso criticata. “Trentino. L’Italia come dovrebbe essere” recitava un vecchio slogan. Speriamo torni ad essere così. Se lo augura anche Claudio Sabelli Fioretti, autore della prefazione. La farfalla avvelenata  racconta dettagliatamente tre inchieste della magistratura, denominate “Tridentum”, “Ecoterra” e “Fumo negli occhi”, sulla bonifica delle cave di Monte Zaccon e di Sardagna, riempite  con rifiuti velenosi, e sui fumi delle acciaierie Valsugana, mettendo in mostra la tracotanza, la presunzione e il fastidio nei confronti dei controlli degli amministratori locali.