Appello di Energia Felice al governo Letta

Mario Agostinelli e il movimento Energia Felice stanno raccogliendo le firme per presentare una petizione al governo in merito alla SEN (Strategia Energetica Nazionale). Mi sembra ben strutturata e l’ho firmata. I punti principali sono: “Chiediamo quindi che il Governo Letta non dia corso a questa SEN e che invece vari una strategia energetica di transizione, che in sintonia con le scelte europee, sostenga:
• alt al carbone e alle trivellazioni per il petrolio,
• no alla proliferazione di rigassificatori e depositi del gas,
• un piano per la ricerca, a partire da quella pubblica, nei settori energetici più avanzati,
• un piano industriale realistico per l’attuazione dei tre 20% e degli obiettivi della road map UE al 2030 in raccordo con i Piani energetici di cui, almeno alcune Regioni si sono già da tempo dotate e con una capacità di coordinamento dei PAES comunali”.
Sarebbe importante avere anche il vostro consenso

qui trovate il testo completo

questo, invece, è l’elenco dei primi firmatari

Scambio sul posto, esempio pratico

Il nuovo regime di scambio sul posto, quello da stipulare con il GSE per intenderci, consente di

  • non pagare l’energia prodotta e autoconsumata immediatamente,
  • di ricevere una compensazione tra l’energia prelevata dalla rete mentre l’impianto non produce e l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico ma non consumata istantaneamente
  • rivendere l’eventuale energia prodotta in eccesso rispetto ai consumi totali

 

Facciamo un esempio per chiarire meglio.

Mediamente una famiglia di 4 persone consuma in un anno 3.000 kWh.

Il costo medio del kWh è di 0,20 euro.

Quindi in una anno la nostra famiglia tipo spende 600 euro di energia elettrica.

Sapendo, inoltre, che:

  • la compensazione riconosciuta dal GSE è mediamente 0,14 euro
  • il prezzo minimo garantito per l’energia ceduta alla rete è 0,10 euro

 

Supponendo risieda a Roma e decida di installare, entro il 30 giugno 2012, un impianto da 3 kWp, che prudurrà il primo anno 4.200 kWh, consumandone istantaneamente soltanto il 25%, riceverebbe un incentivo (senza maggiorazioni per componentistica europea e senza soluzioni innovative) di 0,274 euro per ogni kWh prodotto.

Il bilancio del primo anno risulterebbe il seguente:

Incasso per incentivi: 1.150,80 euro (4200 x 0,274)

Spese per bollette elettriche: 390,00 euro (3.000 kWh – 1.050 kWh) x 0,20

Rimborso GSE per compensazione scambio sul posto: 273,00 euro (3.000 kWh – 1.050 kWh) x 0,14

Ricavi da vendita energia immessa in rete e non consumata: 120,00 euro (4.200 kWh – 3.000 kWh) x 0,10

Incasso primo anno: 1.153,80 euro (1.150,80-390+273+120)

 

 

 

Scambio sul posto

Lo scambio sul posto è un meccanismo che consente di immettere in rete l’energia elettrica prodotta ma non immediatamente consumata, per poi prelevarla in un momento successivo. Il servizio, gestito dal GSE, consente all’utente la compensazione tra il valore dell’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore dell’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione.

Il servizio di scambio sul posto è particolarmente vantaggioso se l’energia elettrica immessa in rete compensa totalmente quella prelevata.

Il servizio di scambio sul posto è possibile per impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW. L’utente dello scambio deve essere controparte del contratto di acquisto riferito all’energia elettrica prelevata sul punto di scambio.

Il punto di prelievo e il punto di immissione devono coincidere.

Per chiedere il regime di scambio sul posto è necessario essere già connessi alla rete elettrica (la richiesta di connessione dell’impianto alla rete deve essere indirizzata al proprio gestore di rete) ed essere un cliente finale per il sistema elettrico (attivazione della fornitura).
La convenzione ha scadenza il 31 dicembre di ogni anno ed è tacitamente rinnovabile. L’Utente può recedere anticipatamente dalla convenzione in ogni momento, previo invio di disdetta a mezzo raccomandata con almeno 60 giorni di preavviso.