La farfalla avvelenata

Link

Andrea Tomasi e Jacopo Valenti sono due giornalisti trentini. La farfalla il simbolo della promozione turistica della provincia autonoma, un esempio per qualità della vita e buona amministrazione nell’immaginario collettivo. Scoprire che non tutto funziona come dovrebbe e che, invece di esportare un modello virtuoso, anche in provincia di Trento si importano pratiche illecite tristemente alla ribalta della cronaca in altre regioni è una brutta notizia. Fumi, diossina, scorie, aria e terreni inquinati esistono anche in Trentino, dove si parla di ambiente salubre e difesa del territorio. Dal sogno si passa all’incubo, l’incubo dell’inquinamento, della contaminazione da scorie tossiche. La mobilitazione della società civile e l’impegno di questi due colleghi, però, rappresentano un segnale positivo e il metodo più efficace per impedire che un sistema corrotto diventi regola, per restituire a questa magnifica terra argomenti e giustificazioni per un’autonomia invidiata e spesso criticata. “Trentino. L’Italia come dovrebbe essere” recitava un vecchio slogan. Speriamo torni ad essere così. Se lo augura anche Claudio Sabelli Fioretti, autore della prefazione. La farfalla avvelenata  racconta dettagliatamente tre inchieste della magistratura, denominate “Tridentum”, “Ecoterra” e “Fumo negli occhi”, sulla bonifica delle cave di Monte Zaccon e di Sardagna, riempite  con rifiuti velenosi, e sui fumi delle acciaierie Valsugana, mettendo in mostra la tracotanza, la presunzione e il fastidio nei confronti dei controlli degli amministratori locali.

Prostituzione intellettuale

L’articolo pubblicato sul Corriere della sera di oggi, 5 giugno, giornata mondiale dell’Ambiente è inqualificabile. Chi l’avesse perso può trovarlo qui (http://www.corriere.it/ambiente/speciali/2013/giornata-mondiale-ambiente/notizie/clima-cambia-soluzioni_d9c84fce-cdb5-11e2-b79c-27069f42756a.shtml). Ho replicato sul sito, ma i commenti vengono filtrati e il mio non credo verrà pubblicato.

Il testo è questo:

Mi deve perdonare se non rispondo direttamente a lei (Danilo Taino, autore dell’articolo), ma scrivo al direttore (ancora per quanto?) del Corriere. In realtà aspiro al suo posto (quello di Taino, non di De Bortoli) perché trovo sconcertante che il collega di uno dei principali quotidiani italiani scopiazzi acriticamente le tesi di un brillante sostenitore del nucleare, cercando di dimostrare l’indimostrabile. Stiamo parlando di energia, non di calcio, dove si può tollerare che l’amore per una squadra si trasformi in tifo. Mourinho, comunque, avrebbe parlato di prostituzione intellettuale.
Egregio direttore,
ancora una volta il Corriere cerca di screditare le energie rinnovabili e finge di non accorgersi della rivoluzione in atto. Questo articolo è giornalisticamente inqualificabile. Da povero collega disoccupato trovo vergognoso che un suo inviato possa scopiazzare le tesi di un ambientalista pentito, senza neppure citare chi la pensa diversamente. Potrei contestare quasi tutte le tesi contenute nel pamphlet di Chicco Testa, mi limiterò a segnalare un paio di link. Le invierò una copia di una breve inchiesta, pubblicata a mie spese, per raccontare chi vuole fermare la corsa alle rinnovabili in Italia. Si intitola ENEL BLACK POWER, Chi tocca muore!
Augurandomi una risposta, sono a disposizione qualora ritenesse di aver bisogno di un giornalista.
Andrea Fontana
giornalista indipendente

https://www.facebook.com/pages/Solar-Impulse/367672529918075 troverà un post intitolato Chi ha ucciso le rinnovabili? Un giallo senza assassino.

Chicco Testa risponde alla Rete dei giornalisti e blogger per l’ambiente videointervista realizzata dalla rete dei giornalisti per l’ambiente a Chicco Testa (diamo la parola anche a chi la pensa diversamente)

http://qualenergia.it/articoli/20130325-attacco-al-fotovoltaico-simoni-assosolare-risponde-a-chicco-testa