GreenPeace: Enel e la rete frenano il fotovoltaico

Abbiamo intervistato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di GreenPeace che ha denunciato Enel come Killer del clima.

Come giudicate la situazione delle rinnovabili in Italia?

 “Una situazione con molte potenzialità. Un settore con la capacità di attrarre investimenti, ma in continua sofferenza perché minato da interventi normativi che ne cambiano continuamente le regole, rendendo difficile sviluppare dei business plan e capire su che cosa si debba investire”.

Il Quinto Conto Energia, atteso a giorni, migliorerà la sitazione?

“Il quinto conto rappresenta l’ennesimo capitolo di uno stillicidio. Ci sono diverse cose che il legislatore sembra essersi dimenticato. Sono stati inseriti nuovi passaggi burocratici  che vanno nella direzione contraria rispetto a quella auspicabile, Sono praticamente stati eliminati gli incentivi collegati alla rimozione dell’amianto, perdendo una grande opportunità di risanamento e, se si fanno i conti correttamente, non vengono messi a disposizione della crescita del settore i fondi necessari per raggiungere gli obiettivi che il governo stesso ha dichiarato”.

Voi su cosa avreste puntato?

“La ricetta energetica di GreenPeace si basa su tre pilastri: rinnovabili, efficienza energetica e rete adeguata. La rete distributiva è stata pensata per la trasmissione di enormi quantitativi di elettricità prodotti da grandi impianti. Oggi dobbiamo pensare a una rete in grado di supportare l’immissione di quantitativi variabili e intermittenti da parte di una rete diffusa”.

Come mai secondo voi Enel, pur avendo una divisione dedicata alle energie alternative, sta puntando sul carbone?

“Esiste una guerra intestina all’azienda tra Enel Green Power e Enel produzione. Nel portafoglio Enel l’unica vera fonte verde è rappresentata da un parco idroelettrico molto vecchio, ereditato da una condizione di precedente monopolio, per il quale non possono assumersi alcun merito. Gli investimenti su eolico e fotovoltaico, invece, sono risibili e prossimi allo zero rispetto alla produzione dell’azienda”.

Sembrerebbe una scelta illogica e forse perfino antieconomica…

“C’è un problema di miopia, del resto stiamo parlando di un’azienda che voleva realizzare centrali nucleari in Italia puntando su una tecnologia che si sta rivelando fallimentare in Francia e in Finlandia, gli unici due paesi dove si stanno realizzando questo tipo di centrali con enormi problemi che causano rallentamenti e crescita esponenziale del budget necessario. Un quadro che sfiora il paradosso. Le fonti rinnovabili per Enel sono esclusivamente un fattore di greenwashing”.

L’intervista audio completa sul nuovo canale youtube cliccando su questo link: http://www.youtube.com/user/EnelBlackPower?feature=mhee

Facebooktwittergoogle_pluslinkedin
twittergoogle_pluslinkedinyoutube