Scambio sul posto, esempio pratico

Il nuovo regime di scambio sul posto, quello da stipulare con il GSE per intenderci, consente di

  • non pagare l’energia prodotta e autoconsumata immediatamente,
  • di ricevere una compensazione tra l’energia prelevata dalla rete mentre l’impianto non produce e l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico ma non consumata istantaneamente
  • rivendere l’eventuale energia prodotta in eccesso rispetto ai consumi totali

 

Facciamo un esempio per chiarire meglio.

Mediamente una famiglia di 4 persone consuma in un anno 3.000 kWh.

Il costo medio del kWh è di 0,20 euro.

Quindi in una anno la nostra famiglia tipo spende 600 euro di energia elettrica.

Sapendo, inoltre, che:

  • la compensazione riconosciuta dal GSE è mediamente 0,14 euro
  • il prezzo minimo garantito per l’energia ceduta alla rete è 0,10 euro

 

Supponendo risieda a Roma e decida di installare, entro il 30 giugno 2012, un impianto da 3 kWp, che prudurrà il primo anno 4.200 kWh, consumandone istantaneamente soltanto il 25%, riceverebbe un incentivo (senza maggiorazioni per componentistica europea e senza soluzioni innovative) di 0,274 euro per ogni kWh prodotto.

Il bilancio del primo anno risulterebbe il seguente:

Incasso per incentivi: 1.150,80 euro (4200 x 0,274)

Spese per bollette elettriche: 390,00 euro (3.000 kWh – 1.050 kWh) x 0,20

Rimborso GSE per compensazione scambio sul posto: 273,00 euro (3.000 kWh – 1.050 kWh) x 0,14

Ricavi da vendita energia immessa in rete e non consumata: 120,00 euro (4.200 kWh – 3.000 kWh) x 0,10

Incasso primo anno: 1.153,80 euro (1.150,80-390+273+120)

 

 

 

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